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La Viola del pensiero

La viola del pensiero, è un fiore da me amato  in modo particolare perché legata ai ricordi della mia infanzia.

Romantica e timida, pare quasi una bimba con un grazioso vestitino. Resistente, duratura e di  facile coltivazione…come non amarla?

Cosa è la viola del pensiero ( Viola tricolor )

Di gran moda nell’Inghilterra dell’Ottocento, la viola del pensiero è una pianta biennale ( ma viene coltivata generalmente come annuale ) appartenente alla famiglia delle Violacee (che ne comprende circa 400 specie diverse ) e originaria dell’America del Sud, Europa meridionale, Australia, Nuova Zelanda e Africa.

 

Storia

Conosciuta fin da tempi molto antichi, veniva coltivata dai Greci e dai Romani che erano soliti anche costruire serre  per fare in modo di poterne avere in quantità per rallegrare i giardini e decorare le tavole dei banchetti.

Infatti gli abitanti dell’Antica Roma ritenevano che la corolla delle viole avesse la proprietà di “allontanare i fumi del vino” e quindi era molto in uso.

Nel linguaggio dei fiori la viola significa amore tenero, romanticismo, semplicità.

La pianta, di piccola dimensione, generalmente non supera i 20 centimetri in altezza e larghezza e le foglie, dalle varie tonalità di verde, sono semplici, con margini lisci e dentati e quasi sempre a forma di cuore.

Le diverse specie presentano anche notevoli differenze nell’ aspetto, nella profumazione e nel colore, ma la caratteristica comune a tutti i tipi di viola è la corolla a 5 petali con lo sperone .

utilizzo

La Viola del pensiero ed ibridi si utilizzano per bordure, roccaglie, muri, per la coltivazione in vaso e in piena terra e possono anche essere piantate in aiuole e fioriere assieme ad altri tipi di fiori con risultati di grande bellezza e armonia.

Clima

La viola del pensiero è  una delle più diffuse tra le piante da fiore che abbelliscono balconi e giardini di qualsiasi zona italiana ed è piuttosto resistente.

L’habitat ideale è fresco e temperato ( attorno ai 17-18° ), anche se le viole reggono bene l’inverno e le gelate brevi fino a -5°.

Soffrono molto l’afa estiva: vanno quindi messe in pieno sole se la zona è fredda, mentre è meglio sistemarle in mezza ombra se è sottoposta a temperature calde ed estati assolate.

terreno

Il terriccio ideale è leggero, permeabile, fresco ed è bene tenerlo sempre umido ( ma non zuppo ) durante la stagione estiva.

malattie

Al finire della primavera e all’ inizio dell’estate  la viola del pensiero viene spesso attaccata da afidi, acari e agrizomi da prevenire e combattere con applicazioni ripetute di prodotti specifici.

In presenza di gran caldo accompagnato da forte umidità è facile che compaiano varie malattie fungine che devono essere trattate con anticrittogamici a base di rame.

Se non volete impiegare prodotti chimici aggressivi, distanziate le piantine tra loro, evitate di lasciare bagnato il fogliame alla base, fate dei trattamenti preventivi a base di rame e irrorate il terreno saltuariamente col macerato di ortica.

Se sottoposte a troppe annaffiature, le viole possono essere colpite da un fungo. In questo caso i vari rimedi sono inefficaci e bisogna eliminare al più presto le piante aggredite per evitare il contagio di quelle sane.

Lo stesso bisogna fare se le viole del pensiero vengono aggredite dalla ruggine ( che si manifesta con macchie marroni sul fogliame ): le piante colpite dalla ruggine devono essere bruciate.

Come coltivare le viole del pensiero

Per coltivazione intendo la cura della pianta dalla semina alla fine del ciclo produttivo. Se invece all’ inizio della stagione decidete di comprare piantine già pronte alla fioritura, saltate la prima parte se avete fretta  e seguite i consigli dalla messa a dimora in poi.

Quando acquistate le piantine già sviluppate e in fiore assicuratevi che siano sane, forti e non presentino parti rovinate o avvizzite.

La coltivazione della viola del pensiero non presenta particolari difficoltà e può essere fatta sia in vaso che in piena terra in terrazzo o in giardino.

 

Se effettuate la semina all’ inizio dell’estate, le viole del pensiero fioriranno dall’  autunno alla primavera inoltrata.

Mentre produrranno i fiori dalla primavera all’ inizio del grande caldo se le seminerete a novembre-dicembre.

In questo caso tenete in casa la seminiera: per fare germogliare i semi la temperatura non deve essere inferiore ai 16° ).

Semina

Se è la prima volta che vi cimentate nella coltivazione delle viole ottenute dalla semina, consiglio d’ interrare i semi a giugno-luglio: potrete seguire meglio le varie fasi di sviluppo ed eseguire il trapianto e la messa a dimora nei tempi giusti.

In inverno invece, se non siete pratici, potreste commettere errori ( quando fa freddo bisogna fare svernare le viole in serra o in un semenzaio a vetri ).

Scegliete il contenitore. In commercio ne esistono di vari tipi appositi per la germinazione, ma  potete benissimo usare strumenti “di recupero” come, ad esempio, le vaschette alimentari .

Spianate il terriccio nel contenitore con la mano, distribuite a spaglio i semini, copriteli interamente con un altro strato leggero di terra e bagnate con uno spruzzino facendo attenzione a non smuoverla.

Germinazione

Coprite la seminiera con un foglio di giornale umido e mettetela all’ombra in un luogo caldo e riparato.  

Dopo alcuni giorni i semi dovrebbero aver cominciato a germinare.  Levate allora il foglio di giornale e aspettate circa 2 settimane continuando a nebulizzare ogni giorno la superficie del terriccio.

Trapianto

Quando le viole avranno raggiunto un ‘altezza di 3-3,5 centimetri potrete rinvasare le piantine.  Trasferitele ad una ad una in un vasetto dal diametro di circa 10 centimetri riempito con torba o, meglio ancora, con  terriccio universale misto a polvere di pietra pomice.

Mettete le piccole viole trapiantate all’ ombra e al riparo per altre 2 settimane. Continuate a fare in modo di mantenere umido il terriccio. Trascorso questo tempo disponetele al sole, innaffiandole più spesso.

Messa a dimora

Se avete seminato in luglio, verso la metà di settembre le piantine saranno sviluppate abbastanza ( devono presentare già 3 o 5 foglie ) da poter essere messe a dimora.

Se le volete sistemare in piena terra,  preparate il terreno.

Vangatelo dove desiderate collocarle, levando sassi e erbe infestanti. Arricchite il terreno con terriccio nuovo ricco di humus: le viole del pensiero prediligono un terreno fertile, leggero e ben drenato.

Se, invece desiderate distribuirle in vasi e fioriere preparate i contenitori, mettendo sul fondo cocci, ghiaia o palline di argilla espansa per facilitare il drenaggio, prima di riempirli di terra.

Scavate tante buche quante sono le piantine che abbiano larghezza e profondità doppia rispetto a quella dei vasi in cui le avevate trapiantate distanziandole tra loro di circa 20 centimetri.

Estraete con delicatezza le piantine dai vasetti senza eliminare la zolla di terra che rimane attaccata, ponetele nelle rispettive buche senza interrare troppo le radici. Riempite con la nuova terra, spianate senza comprimere troppo e bagnate “dolcemente” con l’annaffiatoio .

Annaffiatura e trattamenti

Dopo essere state poste a dimora, le viole del pensiero devono essere annaffiate ogni 2 o 3 giorni a seconda del clima e della stagione.

Bisogna annaffiare le piante frequentemente in estate in modo che il terriccio sia sempre appena umido, ma non eccedete ed evitate in ogni modo che si formino ristagni d’acqua. L’acqua stagnante, oltre a provocare marciumi nei fusti e radici, attira molti insetti che vi depositano le larve e, di conseguenza, anche gli animali predatori che, sebbene siano utilissimi nell’eliminazione di zanzare e moscerini, potrebbero danneggiare le viole.

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